CONTRO LA REMIGRAZIONE E GLI SCIACALLI DI PROFESSIONE: FUORI I FASCISTI DALLE CITTÀ

Quella di sabato 23 maggio per noi è stata una lunga giornata di antifascismo militante.

Al mattino abbiamo monitorato il banchetto della Lega Carpi in cui per l’occasione si raccoglievano le firme per la proposta di legge di iniziativa fascio-nazional-popolare sulla Remigrazione.

Nata dai gruppi neofascisti CasaPound, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani riuniti nel Comitato Remigrazione e Riconquista, oggi questa proposta vede la saldatura tra neofascisti e forze di governo. La Lega di Salvini e Futuro Nazionale di Vannacci si contendono l’egemonia su questo campo a fini elettorali.

Tra i punti del programma non c’è solo l’espulsione degli “irregolari” (fatto che ovviamente non condividiamo) ma, a differenza di quanto omesso dal consigliere Bonzanini, anche il cosiddetto “Patto di Remigrazione Volontaria”, un incentivo economico per il rientro nel Paese d’origine a fronte della rinuncia definitiva e irrevocabile a ogni diritto di soggiorno e cittadinanza in Italia.

Pensiamo che sulle finalità ultime di questa proposta lascino poco spazio a equivoci le sparate a zero di Salvini sulle seconde generazioni (bimb*, ragazz*, uomini e donne nate e/o cresciute in Italia, che qui studiano e lavorano) all’indomani della tragedia di Modena.

In pratica, il sogno più intimo dei fascisti del terzo millennio è quello di segregare e deportare in massa migranti e richiedenti asilo, seconde generazioni e aventi cittadinanza.

L’idea che sottende questa proposta di legge è quella di uno Stato-nazione omogeneo dal punto di vista etnico, basato sulla purezza e sulla superiorità della “razza”: il Terzo Reich di Hitler e l’entità genocida sionista elevati a modello.

Sabato mattina è bastata la nostra presenza affinché 4 poliziotti, 2 carabinieri e 6 digos si precipitassero a circondare il banchetto di raccolta firme.

Avranno raccolto un centinaio di firme ma tant* passanti, parlando e solidarizzando con noi, hanno espresso la propria indignazione nel vedere uno schieramento di forze dell’ordine del genere a difesa di 10 fascioleghisti, tra l’altro in parte provenienti da fuori città.

A chi ci accusa di antidemocraticità rispondiamo che non siamo e non saremo mai dispost* a rimanere indifferenti di fronte a simili manifestazioni d’odio razziale e xenofobo, a essere tolleranti con gli intolleranti, a lasciarli agire indisturbati.

Ogni volta che si paleseranno saremo lì dove bisogna stare, a esprimere il nostro dissenso con genuinità orgogliosamente antifascista.

Al pomeriggio eravamo a Modena al corteo antifascista che si è opposto al becero sciacallaggio di Fratelli d’Italia, Futuro Nazionale e degli identitari di Aretè sulla tragedia di sabato 16 maggio.

Un fatto che non c’entra niente con l’immigrazione e che, dal nostro punto di vista, tanto ha a che fare con il disagio mentale, l’abbandono, la marginalizzazione e la solitudine prodotte da questo sistema capitalista che diventa sempre più brutale, feroce, spietato e mortifero.

Dicendo ciò, vogliamo essere chiar*, non stiamo in alcun modo giustificando le azioni di Salim El Koudri e anzi esprimiamo tutta la nostra vicinanza alle persone ferite, a chi da un giorno all’altro ha visto la propria vita rovinata, ai loro cari. Così come esprimiamo solidarietà all’avvocato Fausto Gianelli, esposto alla gogna mediatica per aver assunto la difesa di Salim El Koudri su incarico della famiglia, una famiglia distrutta che non giustifica Salim ma vuole capire cosa sia scattato nella sua mente e perché abbia compiuto quelle azioni.

Noi continuiamo a interrogarci sulle radici profonde di quel gesto. Sui legami e sulle relazioni che si instaurano tra persone in un mondo in cui l’individualismo la fa da padrone. Fatichiamo a trovare risposte.

I fascisti no. I fascisti sciacallano e assolvono al loro ruolo storico: alimentare la guerra tra poveri, orientare la legittima rabbia delle classi popolari non verso l’alto – verso chi ci impoverisce e precarizza il nostro lavoro e le nostre vite aumentando le spese militari a discapito delle spese sociali – ma verso il basso, fomentando razzismo e xenofobia.

Il corteo di sabato, costruito tra mille difficoltà da compagn* generos*, non ha solo rifiutato categoricamente la presenza di questi sciacalli di professione, ma ha orientato dolore e rabbia in direzione diametralmente opposta.

Partito dal Parco 22 Aprile e attraversando Viale Gramsci, ha fatto emergere il punto di vista di chi vive sulla propria pelle le conseguenze nefaste di politiche guerrafondaie, discriminatorie e inique. Ha respinto con fermezza l’idea che la militarizzazione dei quartieri e delle città possa essere una soluzione a questioni sociali. Ha rivendicato per tutt* il diritto a una casa, un lavoro sicuro, un reddito che consenta di vivere dignitosamente, l’accesso a servizi pubblici di qualità.

Bloccato lungo i viali a 300 metri dalla manifestazione fascista da uno spiegamento ingente di forze dell’ordine, ha fatto ritorno nel quartiere popolare Sacca per ribadire quanto sia oggi urgente sbarazzarci una volta per tutte di guerra, repressione e povertà.

Continuiamo a ribellarci al loro mondo.

Continuiamo a essere Resistenza.

Per remigrare questi sciacalli nelle fogne della storia in cui meritano di stare.

Per rivendicare libertà di movimento per tutt*, affinché chiunque possa cercare migliori condizioni di vita dove meglio crede.

Per fermare l’escalation bellica mondiale e redistribuire la ricchezza accumulata da pochi ricchi e potenti.

Per conquistare una vita bella, piena, degna di essere vissuta per tutt*, nessun* esclus*.

Con gioiosa determinazione, Carpi Antifascista è e sarà sempre ovunque si alzi la testa contro ogni fascismo!