FREE ALL ANTIFAS

  1. Budapest-Komplex

8 anni per Maja che da fine giugno ’24 è prigionier* politic* in Ungheria, 7 anni per Gabri e 2 anni con pena sospesa per Anna attualmente liber* rispettivamente in Italia e in Germania.

Il 4 febbraio si è concluso il 1° grado di giudizio del Processo di Budapest, che vede 17 antifascist* imputat* per aver contestato tra il 9 e l’11 febbraio ’23 le parate neonaziste in occasione delle “Giornate dell’onore”, durante le quali ogni anno la feccia neofascista si raduna da tutta Europa per celebrare le SS naziste e i loro collaborazionisti ungheresi che nel ‘45 fallirono nel tentativo di rompere l’assedio dell’Armata Rossa.

Nell’ambito delle contromanifestazioni tenutesi in quei giorni sono state denunciate aggressioni ad alcuni neonazisti e ciò ha scatenato immediatamente una vera e propria caccia agli antifascist* a Budapest e a livello europeo, con le autorità nazionali dei Paesi coinvolti che si sono fin da subito adoperate per eseguire i Mandati di Arresto Europei (MAE) spiccati dall’Ungheria di Orban, incarcerare preventivamente i militanti accusat* e, nel caso di Maja, spingersi fino a deportarl* illegalmente in una prigione di Budapest.

  1. Un processo politico

A Budapest sta andando in scena un processo politico: basato sulle dichiarazioni spesso inattendibili di neonazisti costantemente presenti fuori e dentro alle aule di Tribunale, contraddistinto da prove insufficienti quali video sfocati in cui risulta impossibile identificare gli antifascist*, segnato da pene spropositate e del tutto irricevibili sia per la scarsità di prove sia in relazione all’entità dei fatti, dal momento che i neonazisti aggrediti hanno subito lesioni lievi che hanno comportato pochi giorni di prognosi.

Un processo politico a militanti antifascist* celebrato in un Paese, l’Ungheria, che solo nel corso dell’ultimo anno ha vietato le parate del Pride e le manifestazioni solidali per le antifa a processo, ha dichiarato illegali le identità di genere queer e ha designato Antifa come organizzazione terroristica.

Non è certo un caso che l’accanimento repressivo e giudiziario sia particolarmente spietato nei confronti di Maja, che in quanto persona non binaria e antifascista incarna tutto ciò che un regime autocratico come quello di Orban, elevato a modello da Meloni e Salvini, odia nel profondo. Nonostante un tribunale tedesco abbia dichiarato illegittima la sua deportazione in Ungheria, da fine giugno ’24 Maja è detenut* in isolamento e in condizioni disumane a Budapest. Pretendiamo che venga immediatamente riportat* in Germania.

  1. I processi continuano

Maja ha già deciso di ricorrere in appello, il Processo di Budapest va avanti.

Il 18 febbraio in Francia si terranno nuove udienze dei processi contro le richieste di estradizione di Gino in Germania e Zaid in Ungheria.

In Germania alcun* imputat* per i fatti di Budapest sono coinvolt* anche nel processo Antifa Ost, gruppo tra l’altro designato recentemente come organizzazione terroristica dal dipartimento di stato USA. I due processi si intrecciano e nel mirino delle autorità tedesche ci sono ancora una volta le pratiche dell’antifascismo militante. Molt* compagn* sono in carcere in attesa delle sentenze e nel frattempo sono stati chiusi i profili social di Antifa Ost e i conti correnti di Soccorso Rosso.

In Italia, di Decreto in Decreto, il governo Meloni reprime il dissenso e garantisce sempre più impunità alle forze dell’ordine, nel tentativo di stroncare ogni forma di conflitto sociale. Aumenta poi vertiginosamente la recrudescenza delle misure repressive e punitive nei confronti dell’intero movimento per la liberazione della Palestina. Anan Yaeesh, partigiano palestinese, è stato condannato in 1° grado a 5 anni e 6 mesi di reclusione per l’appoggio alla Resistenza contro l’occupazione in Palestina; Mohammed Hannoun è in carcere con l’accusa di aver finanziato H4m4s sulla base di informazioni e materiali forniti dai servizi d’intelligence israeliani; Ahmad Salem incarcerato per aver invitato con un video a mobilitarsi contro il genocidio; Tarek incarcerato per aver manifestato insieme a noi e tanti altri il 5 ottobre ’24 a Roma nonostante il divieto della Questura; centinaia di compagn* in tutta Italia sono colpit* da denunce penali dal sapore della vendetta di Stato per le mobilitazioni che a settembre e ottobre hanno paralizzato il Paese a suon di blocchi e scioperi.

Pretendiamo la liberazione immediata dei prigionieri politici palestinesi nelle carceri italiane e l’assoluzione piena di tutt* i/le compagn* sotto processo.

  1. Continuare a lottare

Come antifascist* siamo chiamat* a tenere alta l’attenzione sul Processo di Budapest e sulla repressione, a moltiplicare le azioni e le iniziative volte a sostenere la cassa di solidarietà agli imputat* e a far pressione sulle istituzioni affinché siano liberat* i/le prigionier* e affinché siano respinte le richieste di estradizione verso l’Ungheria di Orban.

La cassa di solidarietà la trovate qui: https://freeallantifas.noblogs.org/cassa-di-solidarieta/

Come antifascist*, allo stesso tempo, dobbiamo continuare a lottare contro un sistema capitalista che diventa di giorno in giorno più brutale e feroce, spietato e mortifero, incompatibile con la dignità, i diritti e la vita.

Dobbiamo ribellarci al loro mondo sempre più segnato da guerre, colonialismo e imperialismo, precarietà e sfruttamento, impoverimento sociale e culturale, oppressione patriarcale e razzista, catastrofe climatica e ambientale.

Dobbiamo essere Resistenza.

Solo con la lotta al fianco di chiunque alzi la testa per rivendicare il diritto a una casa, un lavoro sicuro, un reddito che consenta di vivere dignitosamente, l’accesso a servizi pubblici di qualità, un modello di sviluppo rispettoso dell’ambiente e dei territori potremo, come antifascist*, costruire dal basso quella legittimità oggi negataci dall’alto.

Solo con la lotta potremo cambiare i rapporti di forza nella società, rispedire al mittente queste politiche guerrafondaie, repressive e discriminatorie volte a garantire interessi e profitti di pochi ricchi e potenti, conquistare migliori condizioni di vita per tutt*.

I fascisti e i loro lacchè nelle fogne della storia, noi sopra.

DA CARPI A BUDAPEST, FREE ALL ANTIFAS!

Viva il 25 Aprile!

🌹 Che dire, 𝗶𝗹 𝟮𝟱 𝗔𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝗮 𝗖𝗮𝗿𝗽𝗶 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝘁𝗲𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗼𝗺𝗲𝗿𝗶𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 ❤️‍🔥
Nel testo di lancio scrivevamo come da anni diverse realtà diffuse sul territorio e individualità che hanno l’antifascismo nel DNA e lo declinano in modi differenti sentissero la necessità di celebrare la festa della Liberazione dal nazifascismo attualizzandola e riportandola al proprio ruolo, da semplice commemorazione o vuota ricorrenza a momento di memoria viva e lotta intersezionale.
Così è successo che per la 1° volta nella storia il 25 Aprile a Carpi 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗶 𝟭𝟬𝟬 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 hanno dato vita a un corteo gioioso e determinato che, oltre a rendere giustamente onore alla memoria dei Partigiani e delle Partigiane, ha visto la lotta dell3 student3 che rivendicano spazi di confronto, partecipazione attiva, autonomia e indipendenza nelle scuole camminare al fianco della lotta contro la repressione di Stato nei confronti di lavorator*, student*, militanti dei movimenti ambientalisti, antifascisti e antirazzisti.
Un corteo in cui la lotta transfemminista contro la violenza di genere e per l’abbattimento della cultura e del sistema patriarcale ha camminato al fianco della lotta anticoloniale per la liberazione della Palestina dal fiume al mare e per la liberazione di tutti gli oppressi del mondo.
Un corteo che ha ribadito come nel 2024 ci sia ancora bisogno di Resistenza, di 𝘂𝗻𝗮 𝗡𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗥𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮, perché quel mondo nuovo senza sfruttati né sfruttatori, senza oppressi né oppressori per il quale i Partigiani e le Partigiane sacrificarono tutto è ancora lì, tutto da conquistare.
Con la consapevolezza che la possibilità di riprenderci un futuro di giustizia, libertà e pace che ci viene negato passa tutta dalla nostra capacità di unire i puntini, di convergere per insorgere.
Per citare un certo B. Brecht “𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀, 𝗰𝗵𝗲 𝗲̀ 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗹𝗲 𝗮 𝗳𝗮𝗿𝘀𝗶”.
Una giornata ricca di emozioni fortissime con i canti del coro I Violenti Piovaschi in apertura, la musica dei carichissimi e instancabili Creampied che ci ha accompagnato per tutto il corteo (3 ore di live sono già storia!), il coinvolgente concerto acustico dei FREELOVERS in chiusura.
Poi la deposizione di fiori al cippo dedicato a Mirco Medici, operaio e Partigiano 22 enne caduto in combattimento il 22 Aprile 1945 per la liberazione di Carpi.
La prima azione di guerriglia odonomastica nella storia della nostra città, con la re-intitolazione preventiva del parco Norma Cossetto alle Vittime del colonialismo italiano, a segnare l’incompatibilità con un intero Consiglio Comunale che presta il fianco alla propaganda neofascista riscrivendo la storia, mettendo i Partigiani sullo stesso piano dei fascisti e alimentando la retorica degli “italiani brava gente” con la rimozione dalle coscienze dei crimini compiuti appunto dal colonialismo italiano.
E ancora: gli abbracci, i balli, i sorrisi complici tra compagn*, i fumogeni rossi, le manovre del carro, la signora araba che sventola dalla finestra la bandiera palestinese per poi decidere poco dopo di unirsi con tutta la famiglia al corteo, il grido “Palestina libera” in italiano e in arabo che dalle strade coinvolge le persone affacciatesi dal balcone incuriosite.
È difficile descrivere a parole le molteplici emozioni di questa giornata meravigliosa…
Una giornata che non può che riempire i nostri cuori di gioia e orgoglio genuinamente antifascista.
Una giornata che non può che darci la consapevolezza di essere 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮.
Con gioiosa determinazione, contro ogni fascismo!
𝗩𝗶𝘃𝗮 𝗶𝗹 𝟮𝟱 𝗔𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲!
𝗩𝗶𝘃𝗮 𝗹𝗮 𝗥𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮!
𝗔𝗻𝘁𝗶𝗳𝗮𝘀𝗰𝗶𝘀𝘁* 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲!
❤️🖤✊🏼🌹

PROSPETTIVE DI RESISTENZA DALLA PALESTINA

🇵🇸 Ieri al Circolo Mattatoyo una bellissima iniziativa di approfondimento sulla Palestina grazie a tre super relatori che hanno portato tanti spunti di riflessione.
Grazie a Fausto dei Giuristi Democratici che ha messo in luce come Israele, violando sistematicamente il diritto internazionale e rivendicandosi senza alcun imbarazzo tali violazioni, costituisca un pericolo reale per la democrazia qui e ora, soprattutto dal momento in cui viene elevato dai governi occidentali a modello di democrazia da esportare.
Grazie a Mariam dei Giovani Palestinesi Modena-Reggio che ha ricordato come il movimento di liberazione della Palestina debba essere inserito all’interno della lotta anticoloniale che riguarda tutti gli oppressi del mondo; l’importanza di prendere parte attiva nel movimento di liberazione, a partire dalle mobilitazioni nelle università, di piazza e al fianco di Anan Yaeesh e gli altri palestinesi incarcerati in Italia con l’accusa di terrorismo. La Resistenza non si processa, si pratica e si rivendica!
Grazie a Flavio che si è offerto di moderare il dibattito e ha arricchito l’iniziativa con la preziosa documentazione multimediale elaborata negli anni dalla redazione di Alkemia Laboratori Multimediali.
Un grazie speciale a chi ha partecipato.
Verso il 25 Aprile… 🌹
La lotta continua! ✊🏽
𝗙𝗥𝗘𝗘 𝗣𝗔𝗟𝗘𝗦𝗧𝗜𝗡𝗘! 🇵🇸

ORA E SEMPRE RESISTENZA! (2)

Oggi 25 Aprile sentivamo la necessità di riportare letteralmente l’antifascismo in strada. Di ripopolare in parte quegli spazi che, per cause pandemiche di forza maggiore, non possiamo ancora riprenderci. Abbiamo deciso di farlo con un’azione di guerriglia artistica, riportando fisicamente in città storie e volti partigian* di donne e uomini che hanno continuato a resistere anche quando la storia e il destino parevano avversi. Ne abbiamo scelte tre: Olema Righi, Rivoluzio Gilioli e Violet Gibson (a cui avevamo già dedicato varie targhe commemorative durante l’8 Marzo, trovate le loro storie nelle foto).
ORA E SEMPRE RESISTENZA!!