Viva il 25 Aprile!

🌹 Che dire, 𝗶𝗹 𝟮𝟱 𝗔𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝗮 𝗖𝗮𝗿𝗽𝗶 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝘁𝗲𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗼𝗺𝗲𝗿𝗶𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 ❤️‍🔥
Nel testo di lancio scrivevamo come da anni diverse realtà diffuse sul territorio e individualità che hanno l’antifascismo nel DNA e lo declinano in modi differenti sentissero la necessità di celebrare la festa della Liberazione dal nazifascismo attualizzandola e riportandola al proprio ruolo, da semplice commemorazione o vuota ricorrenza a momento di memoria viva e lotta intersezionale.
Così è successo che per la 1° volta nella storia il 25 Aprile a Carpi 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗶 𝟭𝟬𝟬 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 hanno dato vita a un corteo gioioso e determinato che, oltre a rendere giustamente onore alla memoria dei Partigiani e delle Partigiane, ha visto la lotta dell3 student3 che rivendicano spazi di confronto, partecipazione attiva, autonomia e indipendenza nelle scuole camminare al fianco della lotta contro la repressione di Stato nei confronti di lavorator*, student*, militanti dei movimenti ambientalisti, antifascisti e antirazzisti.
Un corteo in cui la lotta transfemminista contro la violenza di genere e per l’abbattimento della cultura e del sistema patriarcale ha camminato al fianco della lotta anticoloniale per la liberazione della Palestina dal fiume al mare e per la liberazione di tutti gli oppressi del mondo.
Un corteo che ha ribadito come nel 2024 ci sia ancora bisogno di Resistenza, di 𝘂𝗻𝗮 𝗡𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗥𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮, perché quel mondo nuovo senza sfruttati né sfruttatori, senza oppressi né oppressori per il quale i Partigiani e le Partigiane sacrificarono tutto è ancora lì, tutto da conquistare.
Con la consapevolezza che la possibilità di riprenderci un futuro di giustizia, libertà e pace che ci viene negato passa tutta dalla nostra capacità di unire i puntini, di convergere per insorgere.
Per citare un certo B. Brecht “𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀, 𝗰𝗵𝗲 𝗲̀ 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗹𝗲 𝗮 𝗳𝗮𝗿𝘀𝗶”.
Una giornata ricca di emozioni fortissime con i canti del coro I Violenti Piovaschi in apertura, la musica dei carichissimi e instancabili Creampied che ci ha accompagnato per tutto il corteo (3 ore di live sono già storia!), il coinvolgente concerto acustico dei FREELOVERS in chiusura.
Poi la deposizione di fiori al cippo dedicato a Mirco Medici, operaio e Partigiano 22 enne caduto in combattimento il 22 Aprile 1945 per la liberazione di Carpi.
La prima azione di guerriglia odonomastica nella storia della nostra città, con la re-intitolazione preventiva del parco Norma Cossetto alle Vittime del colonialismo italiano, a segnare l’incompatibilità con un intero Consiglio Comunale che presta il fianco alla propaganda neofascista riscrivendo la storia, mettendo i Partigiani sullo stesso piano dei fascisti e alimentando la retorica degli “italiani brava gente” con la rimozione dalle coscienze dei crimini compiuti appunto dal colonialismo italiano.
E ancora: gli abbracci, i balli, i sorrisi complici tra compagn*, i fumogeni rossi, le manovre del carro, la signora araba che sventola dalla finestra la bandiera palestinese per poi decidere poco dopo di unirsi con tutta la famiglia al corteo, il grido “Palestina libera” in italiano e in arabo che dalle strade coinvolge le persone affacciatesi dal balcone incuriosite.
È difficile descrivere a parole le molteplici emozioni di questa giornata meravigliosa…
Una giornata che non può che riempire i nostri cuori di gioia e orgoglio genuinamente antifascista.
Una giornata che non può che darci la consapevolezza di essere 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮.
Con gioiosa determinazione, contro ogni fascismo!
𝗩𝗶𝘃𝗮 𝗶𝗹 𝟮𝟱 𝗔𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲!
𝗩𝗶𝘃𝗮 𝗹𝗮 𝗥𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮!
𝗔𝗻𝘁𝗶𝗳𝗮𝘀𝗰𝗶𝘀𝘁* 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲!
❤️🖤✊🏼🌹

PROSPETTIVE DI RESISTENZA DALLA PALESTINA

🇵🇸 Ieri al Circolo Mattatoyo una bellissima iniziativa di approfondimento sulla Palestina grazie a tre super relatori che hanno portato tanti spunti di riflessione.
Grazie a Fausto dei Giuristi Democratici che ha messo in luce come Israele, violando sistematicamente il diritto internazionale e rivendicandosi senza alcun imbarazzo tali violazioni, costituisca un pericolo reale per la democrazia qui e ora, soprattutto dal momento in cui viene elevato dai governi occidentali a modello di democrazia da esportare.
Grazie a Mariam dei Giovani Palestinesi Modena-Reggio che ha ricordato come il movimento di liberazione della Palestina debba essere inserito all’interno della lotta anticoloniale che riguarda tutti gli oppressi del mondo; l’importanza di prendere parte attiva nel movimento di liberazione, a partire dalle mobilitazioni nelle università, di piazza e al fianco di Anan Yaeesh e gli altri palestinesi incarcerati in Italia con l’accusa di terrorismo. La Resistenza non si processa, si pratica e si rivendica!
Grazie a Flavio che si è offerto di moderare il dibattito e ha arricchito l’iniziativa con la preziosa documentazione multimediale elaborata negli anni dalla redazione di Alkemia Laboratori Multimediali.
Un grazie speciale a chi ha partecipato.
Verso il 25 Aprile… 🌹
La lotta continua! ✊🏽
𝗙𝗥𝗘𝗘 𝗣𝗔𝗟𝗘𝗦𝗧𝗜𝗡𝗘! 🇵🇸

CORTEO 25 APRILE // ContronarrAzioni antifasciste per una nuova Resistenza

Ore 15, Parco della Resistenza -Carpi-
Concerti itineranti!
Quest’anno abbiamo deciso di soddisfare una necessità che a Carpi si avverte da anni.
Diverse realtà diffuse sul territorio e individualità che hanno l’antifascismo nel loro DNA e lo declinano in modi differenti scenderanno in strada, non solo per celebrare il 25 Aprile, ma anche per attualizzarlo riportandolo al proprio ruolo, da semplice commemorazione o vuota ricorrenza a momento di lotta condivisa e intersezionale.
Una giornata che possa ospitare le istanze e le pratiche di chi vive l’antifascismo quotidianamente.
𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗮, 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗜𝗚𝗜𝗔𝗡* 𝗦𝗘𝗠𝗣𝗥𝗘
Sono anni ormai che la politica istituzionale tutta non perde occasione per promuovere una pacificazione mai avvenuta, funzionale esclusivamente alla legittimazione e al radicamento culturale dell’estrema destra.
Lentamente ed inesorabilmente si tenta di modificare la storia equiparando fascisti e antifascisti, tra una giornata del ricordo e un parco intitolato a Norma Cossetto.
Sappiamo bene che il fascismo non è finito nel ’45 ma si è annidato nei centri nevralgici dello stato, auto-assolvendosi per la sua storia macchiata di sangue fatta di colonialismo e stragi, di cui troviamo traccia quotidianamente in uno stato autoritario e repressivo.
𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗔𝗻𝘁𝗶𝗳𝗮𝘀𝗰𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶, 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥* 𝗧𝗨𝗧𝗧*
Da sempre la repressione di Stato si abbatte su chiunque alzi la testa per esprimere dissenso nei confronti di un sistema che produce ingiustizie, discriminazione e sfruttamento.
Negli anni aumenta sempre più la recrudescenza delle misure contro studenti e lavoratori, antifascisti e ambientalisti impegnati quotidianamente nelle lotte, che si ritrovano incarcerati o coinvolti in processi con pesanti capi d’accusa.
Siamo complici e solidali con Ilaria Salis e tutti i ricercati o arrestati per i fatti di Budapest, con chiunque subisca l’urto della repressione.
L’antifascismo non si arresta e non si processa.
𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝗴𝗲𝗻𝗼𝗰𝗶𝗱𝗶𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗻𝗶𝗮𝗹𝗶𝘀𝗺𝗼 𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗮, 𝗣𝗔𝗟𝗘𝗦𝗧𝗜𝗡𝗔 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗔
I venti di guerra che agitano il mondo in questi anni trovano massima espressione nello sterminio del popolo palestinese da parte dello stato illegittimo di Israele che, col supporto economico, militare e politico delle potenze occidentali, ne occupa le terre e mette in atto quello che si rivela un genocidio a tutti gli effetti.
Vogliamo ribadire la nostra vicinanza e il nostro sostegno alla Resistenza palestinese e, allo stesso modo, la ferma condanna ad ogni colonialismo e militarismo.
Non esistono guerre giuste, tantomeno eserciti buoni.
𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝗹𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗰𝗮𝘁𝘁𝗼𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗮𝗿𝗰𝗮𝗹𝗲, 𝗟𝗢𝗧𝗧𝗔 𝗧𝗥𝗔𝗡𝗦𝗙𝗘𝗠𝗠𝗜𝗡𝗜𝗦𝗧𝗔
Sull’antiabortismo, sulla demonizzazione delle soggettività LGBTQIA+ e sull’imposizione della famiglia tradizionale con la donna relegata al ruolo di angelo del focolare avviene la saldatura tra integralisti cattolici e neofascisti, che nell’imporre il proprio credo godono di influenza e potere presso le istituzioni.
La violenza di genere, fenomeno endemico di questa società, è in crescita costante; politiche scellerate di governi non solo di estrema destra indeboliscono ogni forma di contrasto, legittimando la mentalità patriarcale.
Lottiamo per una trasformazione radicale della società che punti all’inclusione, alla parità dei diritti, alla libertà dei corpi e delle esistenze.
𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗶𝗽𝗹𝗶𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗲, 𝗖𝗢𝗦𝗧𝗥𝗨𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗦𝗣𝗔𝗭𝗜 𝗗𝗜 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗘𝗖𝗜𝗣𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘
Le scuole si trasformano sempre di più in centri di addestramento funzionali al mondo dell’industria; sono sempre meno luoghi di formazione del pensiero critico, di crescita personale e collettiva.
Allo stesso modo i luoghi di cultura liberi da logiche di profitto vengono osteggiati dall’imprenditoria, che tende per sua natura a mercificare qualunque cosa.
Vogliamo una società in cui cultura e socialità siano liberi e alla portata di tutti. Sosteniamo e costruiamo spazi di condivisione e libertà.
Memoria storica, lavoro ed ecologismo, transfemminismo, antimilitarismo e internazionalismo devono avere come fondamento gli ideali antifascisti, i quali grazie alle lotte sopravvivono e si proiettano nel futuro.
Crediamo sia sempre più necessaria una convergenza delle lotte per riprenderci un futuro di pace e giustizia sociale che ci viene negato.
Con gioiosa determinazione ci riprendiamo le strade, in una giornata che a Carpi per troppo tempo è stata ridotta a sola commemorazione e svuotata di significato, con la ferrea volontà di dare voce e corpo ad una nuova Resistenza.

IL SAGGIO INDICA REPRESSIONE, LO STOLTO GUARDA I RAVE

Da anni sottolineiamo la deriva autoritaria dello Stato e non ci coglie di sorpresa l’ennesimo decreto securitario, questa volta firmato dal governo Meloni.
Dai decreti Minniti-Orlando ai decreti Salvini passando per i mai abrogati articoli TULPS (residuati giuridici di epoca fascista) ogni governo in carica si è adoperato per diminuire le libertà civili e democratiche usando ogni volta, con l’aiuto dei media, facili spauracchi di distrazione di massa.
Nel maldestro tentativo di coprire decreti che vanno a ledere i diritti di tutti e tutte si additano i “mostri” di turno: ieri erano i migranti, oggi sono i raver.
Leggi che immancabilmente andranno poi a colpire non solo gli spauracchi di cui sopra ma chiunque lotti per un mondo radicalmente diverso, più giusto, più pulito, più equo, libero dallo sfruttamento e dall’oppressione capitalista, razzista e patriarcale.

⚫ Centinaia, migliaia, di compagn* in Italia sono già investit* da processi o condanne per essersi opposti a manifestazioni d’odio razziale, omofobo e sessista, per aver lottato a difesa del posto di lavoro o aver rivendicato salari dignitosi e condizioni lavorative umane e non schiavistiche, per essersi mobilitati contro quell’abominio dell’alternanza scuola-lavoro o a difesa dell’ambiente, della natura e dei territori.
Con questo ennesimo decreto di stampo repressivo le cose non potranno che peggiorare ulteriormente.

🔴 Urge avviare un percorso di convergenza intersezionale volto alla costruzione di un ampio fronte comune di lotta contro la repressione e all’apertura di spazi di cooperazione tra le Nuove Resistenze radicate sui territori.
Ne va della forza e incisività delle lotte sociali e della lotta contro il fascismo che, ovunque e sotto qualunque veste si presenti, è oggi come ieri il nemico.
𝗣𝗘𝗥 𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗢, 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗟𝗧𝗥𝗢, 𝗣𝗘𝗥 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗢!

Il 12 novembre scenderemo per le strade di Carpi per ricordare che NON È FINITA!

L’ANTIFASCISMO NON SI ARRESTA!

manifestlo corteo 2022

ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Il 22 aprile 1945, quando alle 18 gli alleati entrarono a Carpi, i Partigiani e le Partigiane avevano già liberato la città dal nazifascismo.
Carpi quel giorno fu liberata.
Oggi, a distanza di 76 anni, c’è ancora bisogno di Resistenza.
Una Nuova Resistenza per contrastare ogni rigurgito fascista e lo sdoganamento di razzismo, sessismo e omofobia.
Una Nuova Resistenza per opporsi alla repressione di Stato nei confronti di chi si mobiliti dal basso contro ogni ingiustizia e contro ogni forma di discriminazione.
Una Nuova Resistenza per conquistare diritti e dignità per tutte e tutti e per costruire un mondo radicalmente diverso, senza sfruttati né sfruttatori, senza oppressi né oppressori.
Quel mondo “di libertà, giustizia, pace, fratellanza e serenità” per il quale coloro che scelsero di essere Partigiani e Partigiane combatterono con coraggio sacrificando tutto, anche la vita.
NELLA MEMORIA L’ESEMPIO,
NELLA LOTTA LA PRATICA.
ORA E SEMPRE RESISTENZA!
L’ANTIFASCISMO NON SI ARRESTA!
“A Carpi, il mattino del 22 aprile 1945, intorno alle 11, il presidente del Comitato di Liberazione Nazionale Emilio Cabassi parla alla popolazione servendosi dell’altoparlante installato sul balcone del municipio. Truppe tedesche sono ancora presenti in città e alcune fonti sostengono che soldati si recano verso il municipio per arrestare Cabassi, ma non lo trovano più. Manifestazioni di donne, promosse dal CLN, si svolgono in città e nelle frazioni. I partigiani stanno preparando il momento insurrezionale. Le strade nel primo pomeriggio si svuotano e i partigiani si sparpagliano per l’area urbana. Vi sono scontri a fuoco per tutto il pomeriggio. Quattro le perdite tra gli insorti: Irios Ferrari, caduto in combattimento in viale Guido Fassi, Mirco Medici, caduto in combattimento al Parco delle Rimembranze, Ugo Meschieri e Pietro Cremaschi, nella propria abitazione in via Marco Meloni. Imprecisate quelle di tedeschi e fascisti. Un centinaio di tedeschi vengono arrestati dai partigiani che ormai controllano la città, gli altri si arrendono agli americani poco dopo, quando alle 18 arriva la colonna motorizzata americana accolta festosamente dalla popolazione. In nome degli eserciti alleati il capitano americano Taylor assume il comando di Carpi, ma già nella mattinata del 22, come detto, nella città dove c’erano ancora forze tedesche, il Cln di Carpi aveva assunto in comune le funzioni della legittima autorità. La città può considerarsi definitivamente liberata nel tardo pomeriggio, e gli alleati trovano per questo la gente pronta ad accoglierli festosamente alle 18.” (Giovanni Taurasi)

L’antifascismo non si arresta!

A Carpi, come moltƏ sapranno, è in atto un processo politico per screditare e criminalizzare l’antifascismo militante.
Il processo ai/alle 26 antifascistƏ per i fatti del 4 agosto 2017 non è un processo a “Bella Ciao” o al diritto o meno di cantarla, ma è un processo, appunto, alle pratiche dell’antifascismo militante: dalle mobilitazioni dal basso, spontanee o autorganizzate, contro ogni ingiustizia e contro ogni forma di discriminazione, all’enorme solidarietà che gli/le antifascistƏ hanno dimostrato e stanno dimostrando di saper usare come arma potente contro i maldestri tentativi di repressione da parte della magistratura.
Un processo che si inserisce in una strategia repressiva più ampia che ha il duplice intento di sdoganare l’estrema destra come referente politico e, allo stesso tempo, delegittimare l’antifascismo spontaneo e alle volte genuinamente disorganizzato che non rientri nelle linee guida istituzionali.
Un antifascismo istituzionale che, ammesso che esista ancora, troppe volte è stato miope o cieco di fronte all’avanzare delle destre e che ha lasciato vuoti o voragini e sfilacciato una rete antifascista che ora, invece, andrebbe più salda che mai. Vuoti o voragini riempiti con impegno e sudore da tantƏ compagnƏ che si sono messƏ in prima linea, ognunƏ con le proprie modalità, ad argine della marea nera che rischia di travolgerci tuttƏ.

Una strategia più ampia, dicevamo, che va oltre il processo ai/alle 26 compagnƏ attualmente alla sbarra e che si interseca per forza di cose con l’arresto e la multa al compagno Umbertino, reo di aver contestato Salvini affiggendo uno striscione nel maggio 2019, passa attraverso le ingerenze neofasciste in consiglio comunale e nel dibattito pubblico cittadino, le concessioni di Questura e Prefettura (che a cuor leggero autorizzano manifestazioni neofasciste perfino sotto abitazioni private, legittimando, di fatto, lo squadrismo fascista) e altri mille episodi, sbocciati in tutta Italia, di quotidiano conferimento di agibilità politica e spazi pubblici ai neofascisti.
Si sta cercando di ostracizzare un antifascismo contemporaneo, che cerca di andare oltre (senza dimenticare mai) l’antifascismo storico, che cerca di attualizzare e declinare al presente le lotte, gli ideali e i valori della Resistenza.

È dunque importante riportare al centro del dibattito il quadro generale, oltre che puntare i riflettori sulle più svariate modalità in cui l’antifascismo può trovare espressione. Senza la presunzione di giungere per forza a una sintesi condivisa in toto da tuttƏ gli/le antifascistƏ, ma, cosa fondamentale, senza prendere le distanze, colpevolizzare o criminalizzare modi, anche molto diversi tra loro, di affrontare il problema.

È per questo che fin da subito ci siamo schieratƏ, senza se e senza ma, a supporto delle compagne e dei compagni colpitƏ da questa ignobile strategia repressiva e così faremo fino alla completa assoluzione di tutte e tutti.

L’antifascismo non si arresta!