PROSPETTIVE DI RESISTENZA DALLA PALESTINA
CORTEO 25 APRILE // ContronarrAzioni antifasciste per una nuova Resistenza
IL SAGGIO INDICA REPRESSIONE, LO STOLTO GUARDA I RAVE
Da anni sottolineiamo la deriva autoritaria dello Stato e non ci coglie di sorpresa l’ennesimo decreto securitario, questa volta firmato dal governo Meloni.
Dai decreti Minniti-Orlando ai decreti Salvini passando per i mai abrogati articoli TULPS (residuati giuridici di epoca fascista) ogni governo in carica si è adoperato per diminuire le libertà civili e democratiche usando ogni volta, con l’aiuto dei media, facili spauracchi di distrazione di massa.
Nel maldestro tentativo di coprire decreti che vanno a ledere i diritti di tutti e tutte si additano i “mostri” di turno: ieri erano i migranti, oggi sono i raver.
Leggi che immancabilmente andranno poi a colpire non solo gli spauracchi di cui sopra ma chiunque lotti per un mondo radicalmente diverso, più giusto, più pulito, più equo, libero dallo sfruttamento e dall’oppressione capitalista, razzista e patriarcale.
⚫ Centinaia, migliaia, di compagn* in Italia sono già investit* da processi o condanne per essersi opposti a manifestazioni d’odio razziale, omofobo e sessista, per aver lottato a difesa del posto di lavoro o aver rivendicato salari dignitosi e condizioni lavorative umane e non schiavistiche, per essersi mobilitati contro quell’abominio dell’alternanza scuola-lavoro o a difesa dell’ambiente, della natura e dei territori.
Con questo ennesimo decreto di stampo repressivo le cose non potranno che peggiorare ulteriormente.
🔴 Urge avviare un percorso di convergenza intersezionale volto alla costruzione di un ampio fronte comune di lotta contro la repressione e all’apertura di spazi di cooperazione tra le Nuove Resistenze radicate sui territori.
Ne va della forza e incisività delle lotte sociali e della lotta contro il fascismo che, ovunque e sotto qualunque veste si presenti, è oggi come ieri il nemico.
𝗣𝗘𝗥 𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗢, 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗟𝗧𝗥𝗢, 𝗣𝗘𝗥 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗢!
⚡ Il 12 novembre scenderemo per le strade di Carpi per ricordare che NON È FINITA!
L’ANTIFASCISMO NON SI ARRESTA!

ORA E SEMPRE RESISTENZA!

L’antifascismo non si arresta!
A Carpi, come moltƏ sapranno, è in atto un processo politico per screditare e criminalizzare l’antifascismo militante.
Il processo ai/alle 26 antifascistƏ per i fatti del 4 agosto 2017 non è un processo a “Bella Ciao” o al diritto o meno di cantarla, ma è un processo, appunto, alle pratiche dell’antifascismo militante: dalle mobilitazioni dal basso, spontanee o autorganizzate, contro ogni ingiustizia e contro ogni forma di discriminazione, all’enorme solidarietà che gli/le antifascistƏ hanno dimostrato e stanno dimostrando di saper usare come arma potente contro i maldestri tentativi di repressione da parte della magistratura.
Un processo che si inserisce in una strategia repressiva più ampia che ha il duplice intento di sdoganare l’estrema destra come referente politico e, allo stesso tempo, delegittimare l’antifascismo spontaneo e alle volte genuinamente disorganizzato che non rientri nelle linee guida istituzionali.
Un antifascismo istituzionale che, ammesso che esista ancora, troppe volte è stato miope o cieco di fronte all’avanzare delle destre e che ha lasciato vuoti o voragini e sfilacciato una rete antifascista che ora, invece, andrebbe più salda che mai. Vuoti o voragini riempiti con impegno e sudore da tantƏ compagnƏ che si sono messƏ in prima linea, ognunƏ con le proprie modalità, ad argine della marea nera che rischia di travolgerci tuttƏ.
Una strategia più ampia, dicevamo, che va oltre il processo ai/alle 26 compagnƏ attualmente alla sbarra e che si interseca per forza di cose con l’arresto e la multa al compagno Umbertino, reo di aver contestato Salvini affiggendo uno striscione nel maggio 2019, passa attraverso le ingerenze neofasciste in consiglio comunale e nel dibattito pubblico cittadino, le concessioni di Questura e Prefettura (che a cuor leggero autorizzano manifestazioni neofasciste perfino sotto abitazioni private, legittimando, di fatto, lo squadrismo fascista) e altri mille episodi, sbocciati in tutta Italia, di quotidiano conferimento di agibilità politica e spazi pubblici ai neofascisti.
Si sta cercando di ostracizzare un antifascismo contemporaneo, che cerca di andare oltre (senza dimenticare mai) l’antifascismo storico, che cerca di attualizzare e declinare al presente le lotte, gli ideali e i valori della Resistenza.
È dunque importante riportare al centro del dibattito il quadro generale, oltre che puntare i riflettori sulle più svariate modalità in cui l’antifascismo può trovare espressione. Senza la presunzione di giungere per forza a una sintesi condivisa in toto da tuttƏ gli/le antifascistƏ, ma, cosa fondamentale, senza prendere le distanze, colpevolizzare o criminalizzare modi, anche molto diversi tra loro, di affrontare il problema.
È per questo che fin da subito ci siamo schieratƏ, senza se e senza ma, a supporto delle compagne e dei compagni colpitƏ da questa ignobile strategia repressiva e così faremo fino alla completa assoluzione di tutte e tutti.
L’antifascismo non si arresta!















