ORA E SEMPRE RESISTENZA! (2)

Oggi 25 Aprile sentivamo la necessità di riportare letteralmente l’antifascismo in strada. Di ripopolare in parte quegli spazi che, per cause pandemiche di forza maggiore, non possiamo ancora riprenderci. Abbiamo deciso di farlo con un’azione di guerriglia artistica, riportando fisicamente in città storie e volti partigian* di donne e uomini che hanno continuato a resistere anche quando la storia e il destino parevano avversi. Ne abbiamo scelte tre: Olema Righi, Rivoluzio Gilioli e Violet Gibson (a cui avevamo già dedicato varie targhe commemorative durante l’8 Marzo, trovate le loro storie nelle foto).
ORA E SEMPRE RESISTENZA!!

ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Il 22 aprile 1945, quando alle 18 gli alleati entrarono a Carpi, i Partigiani e le Partigiane avevano già liberato la città dal nazifascismo.
Carpi quel giorno fu liberata.
Oggi, a distanza di 76 anni, c’è ancora bisogno di Resistenza.
Una Nuova Resistenza per contrastare ogni rigurgito fascista e lo sdoganamento di razzismo, sessismo e omofobia.
Una Nuova Resistenza per opporsi alla repressione di Stato nei confronti di chi si mobiliti dal basso contro ogni ingiustizia e contro ogni forma di discriminazione.
Una Nuova Resistenza per conquistare diritti e dignità per tutte e tutti e per costruire un mondo radicalmente diverso, senza sfruttati né sfruttatori, senza oppressi né oppressori.
Quel mondo “di libertà, giustizia, pace, fratellanza e serenità” per il quale coloro che scelsero di essere Partigiani e Partigiane combatterono con coraggio sacrificando tutto, anche la vita.
NELLA MEMORIA L’ESEMPIO,
NELLA LOTTA LA PRATICA.
ORA E SEMPRE RESISTENZA!
L’ANTIFASCISMO NON SI ARRESTA!
“A Carpi, il mattino del 22 aprile 1945, intorno alle 11, il presidente del Comitato di Liberazione Nazionale Emilio Cabassi parla alla popolazione servendosi dell’altoparlante installato sul balcone del municipio. Truppe tedesche sono ancora presenti in città e alcune fonti sostengono che soldati si recano verso il municipio per arrestare Cabassi, ma non lo trovano più. Manifestazioni di donne, promosse dal CLN, si svolgono in città e nelle frazioni. I partigiani stanno preparando il momento insurrezionale. Le strade nel primo pomeriggio si svuotano e i partigiani si sparpagliano per l’area urbana. Vi sono scontri a fuoco per tutto il pomeriggio. Quattro le perdite tra gli insorti: Irios Ferrari, caduto in combattimento in viale Guido Fassi, Mirco Medici, caduto in combattimento al Parco delle Rimembranze, Ugo Meschieri e Pietro Cremaschi, nella propria abitazione in via Marco Meloni. Imprecisate quelle di tedeschi e fascisti. Un centinaio di tedeschi vengono arrestati dai partigiani che ormai controllano la città, gli altri si arrendono agli americani poco dopo, quando alle 18 arriva la colonna motorizzata americana accolta festosamente dalla popolazione. In nome degli eserciti alleati il capitano americano Taylor assume il comando di Carpi, ma già nella mattinata del 22, come detto, nella città dove c’erano ancora forze tedesche, il Cln di Carpi aveva assunto in comune le funzioni della legittima autorità. La città può considerarsi definitivamente liberata nel tardo pomeriggio, e gli alleati trovano per questo la gente pronta ad accoglierli festosamente alle 18.” (Giovanni Taurasi)